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Milano - S. Eustorgio

La Basilica di sant’Eustorgio

L'"anno della fede" indetto dal nostro Papa Benedetto XVI, è un’occasione propizia per riscoprire il dono della fede.

Anche il pellegrinaggio
può   inserirsi   in   questo   grande evento:
la visita   dei luoghi   santi
con   il   loro   grande   patrimonio culturale e artistico
può ricondurci alle     radici   del nostro   credere
e rinnovare così la nostra fede
e la nostra testimonianza.

Per noi della "Fraternità" e dei Gruppi di Ascolto la meta del pellegrinaggio di sabato 22 settembre 2012 è stata la Basilica di Sant’Eustorgio. Mai avrei pensato che nel cuore di Milano, in Porta Ticinese, centro della vita notturna e dei divertimenti, si trovasse il più antico luogo di Culto Cristiano a Milano.

basilica s. eustorgiu

Eustorgio nel 343 assume la guida della giovane Chiesa fondata da Barnaba, discepolo di Paolo, nel I secolo. In questa paludosa zona cimiteriale della Mediolanun Romana, una roggia, la Vettabia, alimenta il primo battistero della neonata comunità cristiana .

Questo è il luogo dove ha avuto inizio l’evangelizzazione di Milano, ed è proprio per questo motivo, che ancora oggi i nuovi vescovi , al loro ingresso in diocesi, iniziano da questo tempio il loro percorso verso il Duomo e la Cattedra di Ambrogio.

Brevi notizie del Santo.

Eustorgio fu il nono vescovo di Milano, dal 344 sino alla sua morte. Atanasio e Ambrogio ricordano Eustorgio di Milano come uno dei più fermi e illustri avversari dell'eresia ariana. Probabilmente si deve a Eustorgio l'inizio dei lavori di costruzione della nuova grande cattedrale di Milano, a cinque navate, con una superficie di 2.000 mq. ricordata da s. Ambrogio come “basilica nova”, o anche basilica “maiorintramurana”, sita nell'attuale piazza del duomo ed inaugurata, sembra, da s. Ambrogio stesso.

Alla morte di Protasio, con unanime consenso, fu eletto dai milanesi vescovo della città. Recatosi a Costantinopoli insieme coi maggiorenti de!la città per avere il consenso dell'imperatore alla nomina episcopale, non solo lo ebbe, ma ottenne anche l'esenzione dai tributi per i milanesi e una grandiosa arca marmorea con i corpi dei Magi.

Ritornato a Milano, Eustorgio avrebbe eretto la Basilica che da lui prese il nome, presso il luogo del fonte battesimale della primitiva comunità cristiana (zona di Porta Ticinese), collocandovi l'Arca con le reliquie dei Magi (reliquie che furono poi traslate a Colonia da Rinaldo, arcivescovo di quella città e cancelliere dell'impero, dopo la distruzione di Milano nel 1162 per opera di Federico I Barbarossa).

Eustorgio morì un 18 settembre poco prima dell'anno 355 e fu sepolto nella Basilica a lui dedicata. La sua festa liturgica ricorre il 18 settembre.

Fonte “Enciclopedia dei Santi” - Cittanuova editrice

La stella a otto punte

basilica s eustorgio stellaLa stella in cima al campanile non è una stella qualunque, è la stella dei Magi: essa vuole indicare la presenza nella Basilica delle loro reliquie, oggetto da sempre della venerazione dei fedeli. Le reliquie, portate da Costantinopoli e per le quali il vescovo Eustorgio fece erigere la Basilica, furono poi portate a Colonia da Federico I detto il “Barbarossa” nel 1164, e solo nel 1929 il Cardinal Ferrari riuscì a farcene restituire una parte ora custodita in una preziosa teca sopra l’altare dei Magi.

In questa vicenda si intrecciano leggenda, tradizione e storia; ma al di là della questione riguardante l’autenticità o meno delle reliquie, la devozione dei magi ci ripropone il cammino di ogni credente per trovare il Signore Gesù , la Parola fatta carne, il Salvatore.

Come i Magi, anche noi siamo i pellegrini, i viandanti dal cuore inquieto e sappiamo che la meta del nostro pellegrinaggio è Cristo, il Pellegrino, che non ritenne un privilegio l’essere come Dio ma assumendo la condizione umana si è fatto bambino perché potessimo incontrarlo.

La Cappella Portinari

Il nostro pellegrinaggio continua   nella   visita   della   Cappella Portinari,   gioiello   dell’arte   quattrocentesca   milanese. Fu fatta costruire da Pigello Portinari, responsabile a Milano del Banco dei Medici, come propria cappella gentilizia nonché sepolcro di San Pietro da Verona.

Gli affreschi di Vincenzo Foppa che narrano la vita di San Pietro Martire, ci riportano ai tempi delle eresie e dell’inquisizione. Il Santo domenicano, incaricato da vari pontefici, predicò contro il catarismo a costo della propria vita, morì infatti assassinato nella Pasqua del 1252.

Tra gli affreschi, uno particolarmente misterioso, ha attirato la nostra attenzione. E’ il “Miracolo della falsa Madonna” in cui è raffigurata la Madonna con Gesù bambino ed entrambi hanno le corna. L’interpretazione che è stata data, è che si tratta del diavolo che, per ingannare San Pietro da Verona, ha preso le sembianze della Madonna col bambino. Il diavolo verrà smascherato dal Santo che gli mostra l’Ostia consacrata.  

Mi sono domandata: noi credenti, non è che talvolta ci lasciamo sedurre da “false madonne” o dai nostri “idoli” che abilmente il demonio ci insinua? Ed ecco l’importanza della preghiera e della Eucaristia!

Al centro della Cappella si trova l’arca di San Pietro Martire di G. Balduccio da Pisa. L’urna è sorretta da otto bellissime statue, dolci ed eleganti fanciulle simboleggianti le virtù: di fronte le quattro cardinali (prudenza, giustizia, fortezza, temperanza), e rivolte verso l’abside, le teologali (fede, speranza, carità) e l’obbedienza.

Bassorilievi, statue di santi e di angeli, la bella Madonna col Bambino, il Cristo benedicente al vertice: siamo stupiti dalla complessità iconografica e religiosa del sarcofago e dalla vivacità espressiva degli affreschi, di facile lettura, con il chiaro intento di essere didattici per insegnarci le verità di fede in cui credere e le virtù da imitare.

 La nostra visita prosegue all’interno.

Sull’altare maggiore sopraelevato è posta la marmorea “ancona della Passione”, donata da Gian Galeazzo Visconti negli ultimi anni del trecento. Otto scene della passione circondano una grande Crocifissione Centrale molto bella:

il Cristo ha la testa reclinata sulla spalla, i segni della sofferenza quasi assenti. Anche la Madonna e S. Giovanni mostrano un dolore contenuto e la scena ci comunica un senso di pace.

Nel corso dei secoli oltre ai Visconti, molte furono le famiglieinfluenti che manifestarono il proprio patronato sulle cappelle della basilica commissionando monumenti funebri belli e imponenti. La cappella Brivio, per esempio,  è una delle cappelle più famose per il trittico della Madonna con il Bambino del Borgognone.


Questo pellegrinaggio è stato per tutti noi occasione di nuove scoperte e riflessioni.

Una cosa soprattutto ha colpito ed è come l’arte cristiana, attraverso il colore, i segni, i simboli, la drammaticità di una scena, percorrendo la via della bellezza, trasmette il messaggio della salvezza.

Le opere d’arte che abbiamo, non solo ammirato, ma anche, si può dire, ascoltato per interpretarle, sono veri propri documenti della fede ed espressione della tradizione della Chiesa: esse ci permettono di stabilire continuità di fede con coloro che ci hanno preceduto.

Ecco cosa scrive l’allora cardinale Ratzinger nell’introduzione al Catechismo della Chiesa Cattolica:

Gli artisti di ogni tempo hanno offerto alla contemplazione e allo stupore dei fedeli i fatti salienti del mistero della salvezza, presentandoli nello splendore del colore e nella perfezione della bellezza. E’ un indizio questo, di come oggi più che mai, nella civiltà dell’immagine, l’immagine sacra possa esprimere molto più della stessa parola, dal momento che è oltremodo efficace, il suo dinamismo di comunicazione e di trasmissione del messaggio evangelico”.

 


Abbiamo concluso il Pellegrinaggio raccogliendoci in preghiera e comunitariamente recitando i Vespri di sant’Eustorgio Vescovo, in cui è stato incluso “il pensiero spirituale” che ci ha offerto il nostro amico Ciro che, fra l’altro, con molta solerzia e come al solito, ha organizzato il Pellegrinaggio.

Ci troviamo in uno dei luoghi più antichi ed importanti della cristianità milanese e,considerando che Milano è stata per qualche tempo capitale dell'impero,ci troviamo in uno dei luoghi più antichi della cristianità universale. E' il luogo nel quale la fede è nata;la primitiva comunità cristiana di Milano si ritrovava per celebrare i divini misteri in un'area cimiteriale ove l'apostolo S. Barnaba ,aveva fondato,quale evangelizzatore di Milano, il primo fonte battesimale.

Era consuetudine, infatti,  che a motivo delle feroci persecuzioni cui i cristiani venivano sottoposti, il luogo di culto coincidesse con zone cimiteriali. Siamo dunque eredi di un patrimonio di fede antichissimo e,come ci ha detto il Papa Benedetto in un suo recente viaggio a Milano:

“Spetta ora a voi eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore,impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione. Voi ben sapete quanto sia urgente immettere nell'attuale contesto culturale il lievito evangelico".

Milano è anche il luogo dove nel 313 d.c., gli imperatori Costantino e Licinio emanarono il famoso editto che sancì la libertà religiosa in tutto l'impero, dopo secoli di persecuzione alternati a periodi di tolleranza. Si trattò di un avvenimento epocale che ha ancora oggi benefiche ripercussioni sulla società.

La nostra diocesi dedicherà a questo editto grandi momenti di riflessione nell'Anno della Fede, che ci potranno di certo riguardare,perché la prima forma di libertà quella di professare la propria fede senza alcun impedimento, o al contrario, costrizione.

Infine faremo altri pellegrinaggi della fede in vari luoghi con lo stesso spirito con cui li abbiamo fatti oggi».

 a cura di Franca Secchi