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Lettera Apostolica Millennio Ineunte

 LETTERA APOSTOLICA NOVO MILLENNIO INEUNTE DEL SOMMO PONTEFICE
GIOVANNI PAOLO II
ALL'EPISCOPATO, AL CLERO E AI FEDELI
AL TERMINE DEL GRANDE GIUBILEO
DELL'ANNO DUEMILApapaGiovanniPaolo2
«È necessario che l'ascolto della Parola diventi un incontro vitale, nell'antica e sempre valida tradizione della LECTIO DIVINA, che fa cogliere nel testo biblico la parola viva che interpella, orienta, plasma l'esistenza. (n. 39).

(40). Nutrirci della Parola, per essere « servi della Parola » nell'impegno dell'evangelizzazione: questa è sicuramente una priorità per la Chiesa all'inizio del nuovo millennio. È ormai tramontata, anche nei Paesi di antica evangelizzazione, la situazione di una « società cristiana », che, pur tra le tante debolezze che sempre segnano l'umano, si rifaceva esplicitamente ai valori evangelici.
Oggi si deve affrontare con coraggio una situazione che si fa sempre più varia e impegnativa, nel contesto della globalizzazione e del nuovo e mutevole intreccio di popoli e culture che la caratterizza.
Ho tante volte ripetuto in questi anni l'appello della NUOVA EVANGELIZZAZIONE. Lo ribadisco ora, soprattutto per indicare che occorre riaccendere in noi lo slancio delle origini, lasciandoci pervadere dall'ardore della predicazione apostolica seguita alla Pentecoste. Dobbiamo rivivere in noi il sentimento infuocato di Paolo, il quale esclamava: « Guai a me se non predicassi il Vangelo! » (1 Cor 9,16).

Questa passione non mancherà di suscitare nella Chiesa una nuova missionarietà, che non potrà essere demandata ad una porzione di « specialisti », ma dovrà coinvolgere la RESPONSABILITÀ DI TUTTI I MEMBRI DEL POPOLO DI DIO.
Chi ha incontrato veramente Cristo, non può tenerselo per sé, deve annunciarlo.
Occorre un nuovo slancio apostolico che sia vissuto quale impegno quotidiano delle comunità e dei gruppi cristiani.
Ciò tuttavia avverrà nel rispetto dovuto al cammino sempre diversificato di ciascuna persona e nell'attenzione per le diverse culture in cui il messaggio cristiano deve essere calato, così che gli specifici valori di ogni popolo non siano rinnegati, ma purificati e portati alla loro pienezza».