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ricordando Nico

Ricordando don Nico Marchelli: testimone di Cristo nei quartieri

Dopo aver lavorato trentanove anni come saldatore, questo prete italiano della Mopp ha continuato ad annunziare il Vangelo a Asniéres e Colombes, una regione parigina. Si tratta di una piccola chiesa di mattoni in mezzo a HLM del quartiere Mourinoux – comune di Asnières – e Fossés-Jean – comune di Colombes nell’Alta Senna.

La prima Messa domenicale, la celebrava alle 9, in portoghese, e riuniva i portoghesi di tutto il dipartimento. “Ho imparato questa lingua in cantiere”, spiegava con il suo marcato accento italiano, don Nico Marchelli, prete della Mopp responsabile part-time della cappella “Nostra Signora della Strada” dal settembre 2008.

Bisogna dire che Nico – come lo chiamavano li, nonostante i suoi anni e i capelli bianchi – aveva lavorato per trentanove anni come fabbro-saldatore nell’industria e nei cantieri. E anche se era ormai in pensione, non si fermava mai.

D’altronde la seconda Messa in francese, fissata per le 10, raccoglieva soprattutto gli originari delle Antille e dell’Africa. “Gesù non parla come i politici: lui fa veramente ciò che dice”, commentava con convinzione a proposito del Vangelo del giorno: “Cristo non insegna come gli scribi”.

Santo personaggio questo padre Nico! Piccolo di statura ma grande di cuore, non ci si poteva trattenere dal pensare, vedendolo incontrare ciascuno, alla fine della Messa, con partecipazione e intensità.

Avendo scelto di non vivere nei locali della parrocchia, ma al quinto piano di una casa di Fissés-Jean, aveva portato a vivere con sé quattro persone. In una delle stanze, era stata ricavata una sobria cappellina, segno del suo attaccamento alla contemplazione, per meglio vivere questa immersione nel mondo “come testimonianza della totale solidarietà di Dio con gli uomini nella persona di Cristo”.

In quei quartieri a maggioranza musulmani – senza parlare dei testimoni di Geova, “due volte più numerosi dei cattolici” e dei gruppi evangelici – secondo lui c’era una “necessità di annunciare l’Evangelo gratuitamente vivendo semplicemente tra la gente”. Ed è proprio l’intuizione della Mopp che l’ha sedotto sentendo parlare per la prima volta di Jacques Loew, nel 1966, quando ancora era studente di teologia a Milano, interrogandosi sul modo migliore per essere prete “nel cuore delle masse” – come scriveva all’epoca Padre René Voillaume.

Andò a Friburgo dove si teneva allora la formazione dei membri della Mopp e fu il “colpo di fulmine”. Egli restò là per terminare i suoi studi di teologia mentre lavorava come manovale. Mandato alla periferia di Milano, organizzò numerosi gruppi di lettura della Bibbia mentre si specializzava come fabbro-saldatore.

Dopo la sua ordinazione, nel 1984, da parte del cardinale Carlo Maria Martini, allora vescovo di Milano, fu mandato a Noisy-le-Sec e Noisy-le-Grand, una periferia di Parigi, dove si stupiva della mancanza di formazione biblica di certi preti francesi.
Successivamente visse otto anni nel quartiere di Bosquets a Montfermeil (Seine-Saint-Denis) con altri quattro appartenenti alla Mopp. “Oggi il mondo popolare è globalizzato”– proseguiva lui gettando uno sguardo attorno alla tavola dove erano rappresentate ben sei nazionalità – “Qual’è il linguaggio da usare nello stesso tempo se non il linguaggio della vita fondato sulla Parola di Dio?”. Per questo motivo in sei mesi aveva già organizzato diversi gruppi di “Parola e condivisione” sul Vangelo di Marco che consentì il ritrovarsi tra vicini e parrocchiani desiderosi di approfondimento, e nello stesso tempo il constatare di fatto la crescente ignoranza, “è tutta la comunità cristiana che deve essere catechizzata”.

Si era impegnato – lui che conosce l’ebraico e il greco – a commentare il Padre Nostro in risposta ad una domanda di un originario delle Antille che l’interrogava sull’affermazione “Gesù è Dio”.

Il resto del suo tempo era dedicato al Soccorso cattolico. Ogni venerdì a “La Rampe”, il centro di accoglienza di coloro che richiedono asilo politico e dei SDF, egli animava un momento di preghiera con i musulmani. Molti l’hanno accompagnato a Lourdes e uno era entrato come catecumeno a Nostra Signora della Strada.

Mentre era elemosiniere del Soccorso cattolico per la diocesi di Nanterre, percorse il dipartimento per visitare le 44 equipes e cercò di riprendere, insieme a 1600 disponibili, questa forma di preghiera propria della Mopp.

Qualche anno fa, mentre era superiore generale della Mopp (1992-2001), visitò, con la stessa passione dell’Evangelo, le comunità presenti in Giappone, Brasile, Russia e Canada.