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La dottrina sociale della Chiesa

La DOTTRINA SOCIALE della CHIESA  (D.S.C.)                

Uno degli  “scopi” della “Fraternità” è quello di  «Promuovere la conoscenza e l’attuazione della Dottrina Sociale della Chiesa nelle specifiche situazioni di vita e di lavoro in cui ciascuno si trova, in collaborazione con le realtà ecclesiali e le forze sociali disponibili.» (art. 2.3)

Cosa è la Dottrina Sociale della Chiesa?
La Chiesa non si stanca mai di annunciare il Vangelo (Bibbia =  rivelazione di Dio – Nuovo Testamento – Cristo – il Vangelo) che dona salvezza e autentica libertà anche nelle cose temporali.
Nell’annuncio di questo Vangelo agli uomini e alle donne del nostro tempo, un posto particolare la Chiesa  riserba al campo  sociale.
Quando  infatti la Chiesa  «compie la sua missione di annunziare il Vangelo, attesta all’uomo, in nome di Cristo, la sua dignità e la sua vocazione alla comunione delle persone; gli insegna le esigenze della giustizia e della pace, conformi alla sapienza divina» (Catechismo della  Chiesa Cattolica, 2419).

Scoprendosi amato da Dio, l’uomo comprende la propria trascendente dignità, impara a non accontentarsi di sé e ad incontrare l’altro in una rete di relazioni sempre più autenticamente umane.
Uomini resi nuovi dall’amore di Dio  sono persone capaci di portare pace dove ci sono conflitti, di costruire e coltivare rapporti fraterni dove c’è odio, di cercare la giustizia dove domina lo sfruttamento dell’uomo su l’uomo.

Tanti fratelli bisognosi attendono aiuto, tanti oppressi attendono giustizia, tanti disoccupati attendono lavoro, tanti popoli attendono rispetto:
 «È  possibile che, nel nostro tempo, ci sia ancora chi muore di fame?  Chi resta condannato all’analfabetismo? Chi manca delle cure mediche più elementari? Chi non ha una casa in cui ripararsi?  Lo scenario della povertà può allungarsi indefinitamente, se aggiungiamo alle vecchie le nuove povertà, che  investono spesso anche gli ambienti e le categorie non prive di risorse economiche, ma esposte alla disperazione del non senso, all’insidia della droga, all’abbandono nell’età avanzata o nella malattia, all’emarginazione o alla discriminazione sociale … e come poi tenerci in disparte di fronte alle prospettive di un dissesto ecologico, che rende inospitali e nemiche all’uomo vaste aree del pianeta? O rispetto ai problemi della pace, spesso minacciata con l’incubo di guerre catastrofiche?  O di fronte al vilipendio dei diritti umani fondamentali di tante persone, specialmente dei bambini?» (Giovanni Paolo II: Novo Millennio ineunte)

Inserito in questa prospettiva, ciascun uomo di buona volontà può intravedere i vasti orizzonti della giustizia  e dello sviluppo umano nella verità e nel bene.


Allegoria del buon governo –  affresco  di Ambrogio Lorenzetti, 1338-39 Palazzo Pubblico - Siena      allegoria del buon governo   L’allegoria nasce da una figura biblica, la Sapientia, rappresentata in alto a sinistra come una donna incoronata e recante l’asta di una grande bilancia.  Questa bilancia si divarica dall’una  e dall’altra parte, e si vede, in perfetto equilibrio sui due piatti, figure che rappresentano la giustizia distributiva e quella commutativa con, frammezzo, la grande figura della Giustizia, in persona, splendidamente vestita
In questo contesto la Chiesa  OFFRE i criteri di giudizio e le direttive di azione da cui partire per promuovere un umanesimo integrale e solidale.
Il Magistero relativo è tratto da documenti di diversa autorità, come i  documenti Conciliari, le Encicliche papali, i Discorsi dei pontefici, i documenti elaborati dai Dicasteri della Santa Sede.

Notifichiamo le Encicliche papali di carattere sociale:
     1891    RERUM  NOVARUM                di  papa Leone XIII
     1931    QUADRAGESIMO  ANNO            di papa Pio XI
     1937    MIT BRENNENDER SORGE            di papa Pio XI
     1937    DIVINI REDEMPETORIS            di papa Pio XI
     1061    MATER ET MAGISTRA            di papa Giovanni XXIII
     1963    PACEM IN TERRIS                 di papa Giovanni XXIII
     1967    POPULORUM  PROGRESSIO            di papa Paolo VI
     1981    OCTUAGESIMA  ADVENIENS        di papa Paolo VI
     1981    LABOREM  EXERCENS            di Giovanni Paolo II
     1987    SOLLECITUDO REI SOCIALIS        di Giovanni Paolo II
     1991    CENTESIMUS ANNUS            di Giovanni Paolo II
     2009    CARITAS IN VERITATE            di papa Benedetto XVI


In special modo la Chiesa  offre  come strumento diretto di evangelizzazione nel campo sociale, il
“COMPENDIO  DELLA  DOTTRINA SOCIALE  DELLA  CHIESA”,  emanato nel 2004 dal Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. .

Questo documento intende presentare in maniera complessiva e sistematica, anche se in forma sintetica, l’insegnamento sociale, che è frutto della sapiente riflessione magisteriale ed espressione del costante impegno della Chiesa nella fedeltà alla Grazia della salvezza di Cristo e nell’amorevole sollecitudine per le sorti dell’umanità  
Gli aspetti teologici, filosofici, morali, culturali e pastorali più rilevanti di tale insegnamento, vengono qui organicamente richiamati in relazione alle questioni sociali.
In questo modo viene testimoniata la fecondità dell’incontro tra il Vangelo e i problemi che l’uomo affronta nel suo cammino storico.