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Il compendio

Il 2 aprile  2004  il Presidente del   PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA GIUSTIZIA E DELLA PACE,   
card.  Renato  Raffaele  MARTINO,    presenta    il    documento
“COMPENDIO DELLA DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA”

Il Compendio

Il testo è stato elaborato in modo da essere fruibile non soltanto  ad intra, ossia tra i cattolici, ma anche  ad extra.  Infatti, i fratelli accomunati a noi dallo stesso Battesimo, i seguaci di altre Religioni e tutti gli uomini di buona volontà ne possono trarre fecondi spunti di riflessione e un impulso comune per lo sviluppo integrale di ogni  uomo e di tutto l’uomo.

Forse qualcuno si meraviglierà, ma la Chiesa non ha mai avuta un’ossatura organica della sua Dottrina Sociale.
La Chiesa, nel corso della storia, ha sempre detto la sua parola sulle questioni della vita sociale, intensificata in quest’ultimo secolo.  Giovanni Paolo II, infine, ha emanato 3  grandi Encicliche (Laborem exercens, Sollicitudo rei Socialis e Centesimus annus) che costituiscono un punto fondamentale della dottrina sociale.

In questi ultimi tempi si è sentito il bisogno, da parte soprattutto  cattolica, di approfondire la posizione dottrinale della Chiesa in questo campo, cosicché, molti (vescovi, sacerdoti, istituzioni, associazioni, ecc.) hanno cercato con le proprie forze e il proprio metodo di elaborare una conoscenza organica per poter poi operare in merito.
Così è successo con noi attraverso l’Associazione “Fraternità ss. Pietro e Paolo”, che si è presa questo compito portato avanti già da molti  anni.
<<Era quindi auspicabile – come dice il segretario di Stato card. Sodano, nella premessa del Libro – che si provvedesse a redigere un  compendio di tutta la materia, presentando in modo sistematico i capisaldi della dottrina sociale cattolica>>.

<<Questo documento è proposto (a tutti) – dice il n° 12 dell’Introduzione – anche ai fratelli delle altre Chiese e Comunità Ecclesiali, ai seguaci delle altre religioni, nonché a quanti, uomini e donne di buona volontà, si impegnano a servire il bene comune>>    e questo è di buon auspicio perché è il <<frutto di una  esperienza umana  universale,  costellata da innumerevoli segni della presenza dello Spirito di Dio>> (n° 12).

Il “Compendio” ha una struttura semplice e lineare.

Una  “INTRODUZIONE”
Nella quale si  precisa la finalità e si enunciano chiari obiettivi:
<<Si propone come uno strumento per il discernimento morale e pastorale dei complessi eventi che caratterizzano i nostri tempi;  come una guida per ispirare, a livello individuale e collettivo, comportamenti e scelte tali da permettere di guardare al futuro con fiducia e speranza; come un sussidio per i fedeli sull’insegnamento della morale sociale>> (n° 10)
<<La Chiesa cammina insieme a tutta l’umanità lungo le strade della storia. Essa vive nel mondo e, pur non essendo del mondo, è chiamata a servirlo seguendo la propria vocazione>> (n° 18).

Segue  la  “PRIMA PARTE”
che sviluppa la dimensione teologica, come presupposto fondamentale della dottrina sociale.

È composta di  “4 CAPITOLI”
1°    “Il disegno d’amore di Dio per l’umanità: il suo operare in essa.”
2°    “La Missione della Chiesa e la natura della dottrina sociale”
3°    “La persona umana e i suoi diritti”:
<<Poiché sul volto di ogni uomo risplende qualcosa della gloria di Dio, la dignità di ogni uomo davanti a Dio, sta a fondamento della dignità dell’uomo davanti agli altri uomini>> (n°144).
4°    “I principi e i valori della dottrina sociale”:
<<Si tratta del principio della  dignità della persona umana, del bene comune, della sussidiarietà e della solidarietà.
Tali principi, espressione dell’intera verità sull’uomo conosciuta tramite la ragione e la fede, scaturiscono dall’incontro del messaggio evangelico e delle sue esigenze, che si riassumono nel comandamento supremo dell’amore di Dio e del prossimo e nella giustizia, con i problemi derivanti  dalla vita della società>> (n° 160).

La  “SECONDA PARTE”
considera la  dimensione umana alla luce di Dio e del mistero di salvezza e  nei “7 CAPITOLI” tratta i contenuti e i temi classici della dottrina sociale:
1°    “La  famiglia”
2°    “Il lavoro umano”
3°    “La vita economica”
4°    “La  comunità  politica”
5°    “La comunità internazionale”
6°    “La salvaguardia dell’ambiente”
7°    “La  promozione della pace”

La  “TERZA PARTE”
è di indirizzo pastorale con una serie di indicazioni per l’utilizzo della dottrina sociale nella vita dei cristiani soprattutto dei fedeli laici. Contenuti in “ UN SOLO CAPITOLO”, il  12°
<<Per la Chiesa il messaggio sociale del Vangelo non deve essere considerato una teoria, ma prima di tutto un fondamento e una motivazione per l’azione>> (Centesimus annus, 57)

L’opera termina con una  “CONCLUSIONE”
intitolata  “Per una civiltà dell’amore”:
che esprime l’intendimento di fondo di tutto il documento e quindi la Speranza di una grande realizzazione:
<<Il comportamento della persona è pienamente umano quando nasce dall’amore, manifesta l’amore, ed è ordinato all’amore. Questa  verità vale anche in ambito sociale: occorre che i cristiani ne siano testimoni profondamente convinti  e sappiano mostrare, con la loro vita, come l’amore sia l’unica forza che può guidare alla perfezione personale e sociale e muovere la storia verso il bene>> (n° 580).

L’opera chiude  con una  serie di   “INDICI”
particolareggiata:  dei riferimenti – analitico – generale,  che aiuta a trovare nel testo senza difficoltà l’argomento che interessa.

Questa opera  è frutto di un lavoro complesso durato 5 anni e condotto a termine da una Commissione del Pontificio Consiglio  della Giustizia e della Pace presieduto dal card. Martino.
Giustamente quest’opera
è stata dedicata         A
GIOVANNI PAOLO II
MAESTRO DI DOTTRINA
SOCIALE
TESTIMONE EVANGELICO
DI GIUSTIZIA E DI PACE

Il card. Martino parlando alla Stampa nel presentare il “Compendio”  (25.10.2004) dice che questo “ha la pretesa alta di sussidiare un discernimento capace di farsi carico di  alcune sfide  decisive e di grande rilievo e importanza”.

La prima sfida è quella culturale:
<<Mediante la sua dottrina sociale la Chiesa proclama la verità su Cristo, su se stessa e sull’uomo, applicandola a una situazione concreta.
La verità del vangelo deve incontrarsi con i saperi elaborati dall’uomo, perché la fede non è estranea alla ragione; i frutti storici della giustizia e della pace maturano quando la luce evangelica filtra e passa dentro le pieghe  delle culture, nel rispetto delle autonomie reciproche, ma anche delle connessioni analogiche, tra fede e saperi. Quando il dialogo con le varie discipline del sapere diventa intimo e fecondo, la dottrina sociale della Chiesa riesce a svolgere il suo compito di stimolare una nuova progettualità sociale, economica e politica capace di porre al centro la persona umana, in tutte le sue dimensioni>>

La seconda sfida – dice ancora il card. Martino –
<<proviene dalla situazione di indifferenza etica e religiosa e dalla necessità di una rinnovata collaborazione interreligiosa.
A livello sociale, gli aspetti più importanti della diffusa indifferenza sono la separazione fra etica e politica e la convinzione che le questioni etiche non possono aspirare ad uno statuto pubblico, non possono costituire l’oggetto di un dibattito razionale e politico , in quanto sarebbero espressioni di scelte individuali, addirittura private. La collaborazione interreligiosa sarà uno dei percorsi di valore strategico per il bene dell’umanità, decisivo nel futuro della dottrina sociale>>.

La terza  sfida  è propriamente pastorale.
<<Io spero fortemente – conclude il card. Martino – che il “Compendio della dottrina sociale della Chiesa”  faccia maturare personalità credenti autentiche e le ispiri ad essere testimoni credibili, capaci di modificare i meccanismi della società attuale col pensiero e con l’azione>>.