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La Liturgia Ambrosiana

Con la prima domenica di avvento 2008 è entrato in vigore il nuovo lezionario ambrosiano che fa compiere alla chiesa milanese un passo decisivo verso la riaffermazione della propria specificità  Liturgica  così come voluto dal Concilio.
Il nuovo testo,diviso in tre volumi,contiene tutte le letture dei tempi festivi e feriali che oramai si differenziano del tutto dal rito romano,oltre ai testi evangelici della resurrezione che caratterizzano la celebrazione vigiliare del sabato. Prima però di presentare brevemente questa nuova tappa della riforma liturgica diciamo qualcosa sulla storia del rito ambrosiano:
Il rito ambrosiano fa parte della grande famiglia dei riti occidentali, che si andarono  formando lentamente nei primi secoli di vita della
Chiesa:  In Oriente così come in Occidente la Liturgia cercava cioè di presentare il fatto cristiano nelle forme più adatte alla sensibilità e alla cultura di un determinato popolo. Leggi nel nome del Signore
Si vennero così a formare in occidente le liturgie romana, ambrosiana, gallicana e mozarabica, cui sarebbe interessante dedicare del tempo.
In particolare l’ambrosiano aveva una diffusione che andava ben al di la delle terre milanesi, come dimostrano ancor oggi le parrocchie bergamasche, novaresi e svizzere che ancora lo utilizzano.

Vennero poi gli anni della cosiddetta riforma protestante e del Concilio di Trento,dove in un tentativo di salvare il salvabile,concentrandosi sull’essenziale, venne decisa la soppressione dei riti che non potevano documentare più di due secoli di storia.

Oltre al Romano si salvò quindi solo l’Ambrosiano ridotto però a poco più di un simulacro e soprattutto senza quel carattere originalissimo di ponte fra oriente ed occidente.
Tutto questo è durato fino al Concilio Vaticano II,quando fu deciso il graduale ripristino degli antichi riti assieme al loro rinnovamento.

In pochi anni viene quindi pubblicato un nuovo messale ambrosiano, molto simile al romano ma col tempo di Quaresima completamente rinnovato;a questo fa seguito la pubblicazione dell’ufficio divino ed infine ora il nuovo lezionario editato in conformità agli antichi testi ambrosiani.

Che dire ora sulle caratteristiche del testo?
La novità più rilevante è sicuramente la celebrazione del sabato sera in cui oltre alle tre letture domenicali viene letto un Vangelo della resurrezione
I testi liturgici poi sono completamente differenti dal romano e va sottolineato come nelle ferie dei tempi forti (avvento e quaresima) vengano proposte tre letture.
 Per la Domenica scompare poi la contraddizione fra prima e terza lettura e la seconda che difficilmente era collegata alle altre,trattandosi di una lectio continua.
Ora i testi sono coerenti fra di loro ed ogni domenica ha un suo specifico significato.

Con il quarto volume sui Santi  del "Messale quotidiano ambrosiano", promulgato nel 2010, viene posta nelle mani dei fedeli lo svolgersi completo della Liturgia Ambrosiana.

In conclusione, ci vorrà un po' di tempo ed attenzione per assimilare le novità del nuovo lezionario,ma se ben usato non mancherà di suscitare molti frutti spirituali e di riproporre il nostro rito come il più orientale fra quelli occidentali affinché la Chiesa universale, come auspicava Giovanni Paolo II, riprenda a respirare con due polmoni.