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Laboratorio Nicodemo

La Fraternità  gestisce anche un Laboratorio di evangelizzazione  “personalizzato” denominato:  “LABORATORIO  NICODEMO”.

Come sappiamo, Nicodemo è una persona in ricerca; va di notte da Gesù per confessare la propria fede in Lui, in virtù dei segni che compie. Gesù lo prende per mano per portare a maturazione la sua fede e fargli comprendere che non potrà mai vedere il regno di Dio senza rinascere da acqua e  Spirito (Gv 3,1-21).

Se questa rinascita è il dono di Dio dato nel Battesimo, vocazione del battezzato sarà poi quella di nutrirsi della Parola di Dio per prendere coscienza di tale dono e farlo fruttificare. Il Laboratorio Nicodemo vuole essere proprio una delle possibili  vie di ascolto  della parola di Dio perché si realizzi in noi ciò che essa vuole.

In riferimento alla  “nuova evangelizzazione”, il Laboratorio Nicodemo, vuol essere quel piccolo granello di senapa seminato nel terreno della grande Chiesa, per offrire a chiunque, in particolare a coloro che sono in ricerca, la possibilità di nutrirsi della Parola di Dio col metodo della Lectio divina e lasciarsi evangelizzare da essa. Il Laboratorio non è un luogo “produttivo”, ma di ricerca e sperimentazione, in cui il lavoro e le creatività personali si integrano nel lavoro del piccolo gruppo che si ritrova nelle case e nelle riunioni plenarie di messa in comune del lavoro svolto nei piccoli gruppi.

Si capisce, dunque, che nel Laboratorio non si è spettatori passivi, ma attori della Parola, cioè persone che ascoltano la Parola che leggono, la meditano, la pregano, si lasciano consolare da essa, la eleggono a termine di riferimento per il proprio discernimento, così da determinare le decisioni e le azioni della vita quotidiana.

Il senso della “Lectio divina”

Il Cardinal Martini definisce la lectio divina come "l'esercizio ordinato dell'ascolto personale della parola", spiegando le singole parole nel modo seguente:

  • Esercizio: è qualcosa di attivo e, per questo, è importante. Nella nostra esperienza religiosa ci sono parecchie cose passive, che facciamo condotti da altri o per abitudine. La lectio è un momento in cui uno si mette, si decide, cammina.
  • Ordinato: è un esercizio con una sua dinamica interna, semplicissima e che noi, spesso, dimentichiamo. Di conseguenza troviamo la Scrittura arida e concludiamo che non ci serve per pregare.
  • Dell'ascolto: la lectio è un ascolto, un ricevere la Parola come dono. Le caratteristiche di questo ascolto sono quelle di Maria che, dopo aver ascoltato, obbedisce e dice: "Si faccia di me secondo la tua parola". Un ascolto, quindi, fatto in atteggiamento di adorazione e di sottomissione. Nella Scrittura non dobbiamo cercare qualcosa da dire ad altri o qualcosa che ci interessi: dobbiamo lasciare che Dio ci parli.
  • Personale: non è l'ascolto di una predica, di una omelia, di una parola letta nella Chiesa. E' il momento personale dell'ascolto che fa da corrispondente necessario al momento comunitario. C'è una relazione strettissima tra la parola letta nella liturgia e la lectio: la lectio è come il prolungamento e la preparazione personale dell'ascolto comunitario.Senza l'ascolto comunitario la lectio divina diventa individualismo; senza la lectio divina l'ascolto comunitario cade nel genericismo.
  • Della Parola: è Dio che parla, Cristo che parla, lo Spirito che parla. Mi parla la Parola che mi ha creato, che ha il segreto della mia vita, la chiave delle mie situazioni presenti, che ha il segreto del cammino della Chiesa, la chiave delle situazioni storiche presenti. Mi parla lo Spirito che penetra ogni realtà economica, sociale, politica, culturale del mondo. E' sempre ascolto della Parola con la P maiuscola, la Parola che ha fatto il mondo, che lo sostiene, lo guida e lo regge.