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Festa delle Capanne

È  dall'anno 2006   che la nostra Associazione celebra la “Festa delle Capanne”. Ci siamo accostati a questa Liturgia con impegno serio attraverso il Vecchio e Nuovo Testamento e ricerche approfondite su testi ebraici e altri, spinti  dal nostro assistente don Luciano Pozzi.

Nella Bibbia si parla spesso di tre feste importanti, molto sentite e osservate dal popolo ebraico: la Pasqua, la Pentecoste e le Capanne. Anzi, questa talvolta viene chiamata per antonomasia “La Festa” per significare la più sentita e la più grande.

Così la chiama anche l’evangelista Giovanni (“la Festa dei Giudei” (v. 2) nel capitolo 7, in cui Gesù, in un modo particolare si “inserisce” in questa Festa, dove, nell’ultima giornata ( la festa durava 8 giorni, di cui l’ultimo aveva carattere messianico) prorompe nel  “grido” (“esclamò ad alta voce” [v. 37-38]):

«Chi ha sete venga a me e  beva  chi crede in me.. Come dice la Scrittura, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno”».

Pasqua e Pentecoste sono state assorbite nella liturgia cristiana, mentre la festa delle Capanne è rimasta … “sospesa”. Certamente non per motivi di pregiudizio, ma forse perché i vari significati di questa festa si sono “sparsi” in altre liturgie e quindi già contemplati. Ma prendere questa festa nel suo insieme e celebrarne la liturgia, è veramente costruttivo e coinvolgente, così da creare una serena gioia interiore.

 

Forse qualcuno potrà obiettare che noi cristiani  “rubiamo” agli ebrei una loro festa e la “svisiamo” con un significato aggiunto che per loro è inaccettabile.

Il Vecchio Testamento è “parola di Dio” per noi come per loro; ma noi aggiungiamo anche il Nuovo che completa il Vecchio, donandoci la salvezza definitiva.

 

Però abbiamo considerato anche questo fatto, dividendo il rito delle Liturgia celebrata, neidue momenti significativi:

  • il 1° momento rimane fedele al senso liturgico ebraico considerando i vari fatti e avvenimenti del popolo ebraico nel suo evolversi;
  • il 2° momento considera la presenza di Gesù alla Festa delle Capanne, di cui parla, come detto, il cap. 7 dell'evangelista Giovanni: Festa gioiosa di luminarie, festa delle luci.

Essa costituisce quindi lo sfondo ideale per presentarci Cristo, Parola di Dio venuta per illuminare ogni uomo: "Io sono la luce del mondo".
È anche la festa dell'acqua per i pellegrini, che ricorda l'acqua sgorgata dalla roccia in pieno deserto per dissetare gli Ebrei durante l'Esodo.
Gesù si presenta come colui che vuole colmare la profonda attesa di coloro che credono in lui: "Chi ha sete venga a me...".

 

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