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Itinerario applicativo 2005-2006

CORSO MIRATO - APPLICATIVO  SULLA  D.S.C.   2005-2006

 

Terminato il cammino dei 5 anni del Corso Base di formazione, durante i quali è stata approfondita la conoscenza e favorita l’interiorizzazione della Dottrina Sociale della Chiesa, attraverso la  Parola di Dio, quella dei Padri della Chiesa, Dottori e Mistici, e quella dei Documenti sociali della Chiesa,   è  sorto l’obiettivo di un nuovo percorso che, tenendo conto del lavoro fatto, potesse portare al raggiungimento di scelte  concrete così da coinvolgere  la vita dell’Associazione e di coloro che ne fossero interessati..

 

Il progetto ha avuto inizio, come logica continuazione, l’anno successivo al  “Corso base”, con  Temi  più  “mirati”, riferiti direttamente al contesto sociale vissuto, attraverso i quali la “Fraternità” potesse avere l’idea chiara di come inserirsi.

L’anno è stato definito “propedeutico” e il progetto denominato “Verso una Cassa comune”, dando a “Cassa comune” un significato simbolico ma nello stesso tempo “pratico”,  come fosse un “contenitore”  da riempire di  “elementi utili” per poterli poi distribuire secondo le necessità emergenti.

 

Si sono susseguiti 5 incontri  seguendo  il criterio, il tempo  e il metodo del Corso Base,  e sono stati sviluppati i seguenti Temi:

 

Anno propedeutico 2005-2006  -  Verso una Cassa comune –

 

Scala di Giacobbe - Castelletto di Cuggionopresso“Scala di Giacobbe” Castelletto di  Cuggiono  MI

 

1°  incontro:

IL PRINCIPIO DI SOLIDARIETÀ

Chiave di lettura: “Dare la vita per i propri fratelli”  (cf. 1Gv 3,16)

 

  1. Gesù, il Figlio dell’uomo venuto a servire                                     [Mc 10, 42-43]
  2. Francesco incontra il lebbroso: abbraccio o denaro?                   [Fonti francescane  FF 110]
  3. Tutti siamo veramente responsabili di tutti                                   [Sollecitudo rei socialis 38]
  4. Per la riflessione:  “Elogio del  servizio”.

 

 

2°  incontro:

LA FAMIGLIA, PROTAGONISTA DELLA VITA SOCIALE

Chiave  di lettura: la solidarietà appartiene alla famiglia

 

  1. “Ho avuto fame e mi avete dato da mangiare: la concretezza delle risposte            [Mt 25, 32-42]
  2. Francesco  e i primi frati modello per la società del tempo e per  oggi                      [ FF 1446, 1448, 1450]
  3. La  famiglia superamento dell’etica individualistica                                                     [Familiaris consortio  42-46]
  4. Per la riflessione:  “Chiesa e carità”.

 

3°  incontro:

IL SERVIZIO ALLA PERSONA UMANA

Chiave di lettura: l’ascolto tra annuncio ed etica

 

  1. “Questo voglio, questo chiedo, questo bramo di fare con tutto il cuore                                [FF  356]
  2. “Il prossimo non esiste già. Prossimo si diventa [ da  “Farsi Prossimo” Lettera pastorale del card. Carlo Maria Martini – piano pastorale 1985-86:  per una lettura della parabola del “buon  samaritano                                (Lc 10, 25-37)]
  3. La  sollecitudine della Chiesa e della famiglia, chiesa domestica, riguarda l’uomo concreto, storico, unico  

[Redentoris hominis 13b-14]

  1. Per la riflessione:  “Vangelo e quotidianità”.

 

4°  incontro:

LA FAMIGLIA COMUNITÀ DI PERSONE,

LUOGO DELL’AMORE, DELLA GRATUITÀ E DELLA FORMAZIONE

Chiave di lettura: gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date (Mt 10, 8b)

 

  1. La regola d’oro: “Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge ed i Profeti                                                                                                                [Mt 7, 7-12]
  2. “Restituiamo ciò che abbiamo ricevuto in prestito                                      [ FF 1602]
  3. Grazia e responsabilità della famiglia cristiana                                              [Familiaris consortio  42-44; 47-48]
  4. Per la riflessione:  “Oltre la  giustizia: la gratuità”.
 

 

5°  incontro:

IL  PRINCIPIO DI SUSSIDARIETÀ

Chiave di lettura: la famiglia come luogo di educazione  al volontariato

 

  1. La  famiglia è missionaria:”Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”[Gv 20, 19-23]
  2. “Andate a due a due per le varie parti del mondo”                                                     [ FF 366 - 369]
  3. Superamento dell’assistenzialismo e dignità della persona                                       [Centesimus annus  48-49]
  4. Per la riflessione:  “Rendete ragione della speranza”.

 

ACCOMPAGNATORE

Grande importanza nello sviluppo di questi Temi ha avuto l’”Accompagnatore” Padre Maurizio Annoni.

È stato scelto p. Maurizio perché conosciuto nel suo valore, nella sua amicizia, ma soprattutto perché  responsabile della grande  “OPERA SAN FRANCESCO” – Onlus di Viale Piave di Milano, per i Poveri: aiuto  materiale e spirituale per i bisognosi e gli emarginati di ogni razza e nazionalità.

Quindi una grande esperienza di testimonianza nel campo sociale, da poterla trasmettere proficuamente nell’arco di questo corso.

 

Così l’accompagnatore P. Maurizio ha impostato, all’interno di ogni incontro, la riflessione guidata da:

  1. La parola del Vangelo

ho preferito rimanere in un ambito evangelico tenuto conto che la citazione dai Vangeli ha poi molte corrispondenze e rimandi con gli altri libri della Scrittura.

  1. La parola di Francesco d’Assisi o delle fonti biografiche:

ritengo che l’esperienza francescana, il modello di vita di Francesco sia una provocazione per la  società e la famiglia d’oggi.  Certamente non parleremo del “Francesco dei  fioretti”, ma cercheremo di approfondire e di conoscere il santo di Assisi nel suo rapporto con Cristo crocefisso e glorioso, nel suo “essere” tra e nella  “societas” del suo tempo

  1. La  dottrina sociale della Chiesa:

da Leone XIII in poi è stata arricchita di documenti veramente preziosi e che rappresentano una guida sicura nel cammino dei cristiani nel mondo. Ho operato delle scelte riferendomi unicamente agli scritti di Giovanni Paolo II

  1. La pazienza del contadino” di don Bruno Maggioni:

.da ultimo ho scelto  tra i testi che conosco una serie di articoli editi da questo libro di Maggioni,  Teologo e biblista ha, a mio giudizio, delle intuizioni molto valide e proponibili per un cristianesimo che sia vissuto con responsabilità e maggior coscienza critica.

Il metodo di lavoro

 

  1. Lettura del  testo
  2. Sottolineatura delle parole o espressioni che colpiscono ( versetto biblico o frase  del brano attinto dalle Fonti Francescane e/o dal  documento della Dottrina sociale della Chiesa
  3. Ricerca del senso di tali parole o espressioni per comprendere cosa sta dicendo colui che in quegli scritti ci sta parlando
  4. Confrontare la scoperta di senso fatta con la propria storia personale, familiare, lavorativa, sociale, politica per vedere se è  “incarnazione” o “disincarnazione”  di tali parole, “annuncio”  o “rinnegamento”
  5. Evidenziare il “frutto”  della revisione di vita
  6. Indicare le vie di conversione che tale frutto fa intravedere

 

Il  “Lavoro svolto” è stato veramente intenso, perché ogni documento trattato, riferito a ciascun tema delle  “giornate”, ha suscitato in ciascuno dei partecipanti, ricche riflessioni, da cui  sono sorte osservazioni, commenti, considerazioni, introspezioni da dover poi condensare e relazionare in assemblea , suscitando interazione con l’accompagnatore con interventi e relative risposte.

Fra tutti vale la pena di sottolineare una delle considerazioni  più alte, espresse da P. Maurizio, che fra tutte devono rimanere  certamente da guida in tutto il nostro  “fare”:

<<In  realtà quando faccio qualcosa ai bisognosi, tocco qualcuno che è  “oltre ed altro”.

Ecco allora che Gesù si identifica con questa umanità e ogni gesto di bontà nei loro confronti lo considera fatto a sé.

Allora  perché fare?  Perché in questo povero, in questo barbone che puzza, in questo misero che dà fastidio, in questo immigrato che faccio a fatica comprendere, si identifica Gesù Cristo:  quindi ogni volta che avete fatto queste cose al più piccolo dei suoi fratelli lo avete fatto a Lui.

Gesù si identifica proprio con coloro che soffrono perché lui vive una completa solidarietà con loro.  Rileggiamo l’Eucaristia.  Eucaristia

Gesù “prese il pane”,  che vuol dire   prendere in mano la propria vita,  la mia vita concreta, offerta e spezzata, quindi  “donata”  per gli altri.  È un pane dato e, se non si spezza questo pane, esso non potrà mai essere distribuito: in altre parole vuol dire che la nostra destinazione è proprio spezzare la nostra vita.

Allora  il  fare  è un fare eucaristico e dato che Gesù  dice “Fate questo in memoria di me”,   fate  questo  è  un  fare.  Ma lì durante la  Liturgia, noi che cosa facciamo?

In chiesa, nella liturgia, per un certo verso non facciamo niente, ma poi, usciti dalla liturgia Eucaristica, entriamo nella  liturgia esistenziale, quello che facciamo  è la  liturgia della vita..

È l’Eucaristia che fa la Chiesa, è la Chiesa che fa l’Eucaristia, è un  fare  che impegna la mia vita, è la consapevolezza che la mia vita è offerta, donata.

È la consapevolezza che la mia vita è spezzata: questa consapevolezza si traduce in un  fare  che proprio parte dal mistero eucaristico, parte da quel dono che Gesù fa di sé a noi e dice a noi di fare altrettanto.

Credo che nella vita personale e familiare questi aspetti eucaristici, vadano ripresi e ripensati.

Contemplare la bellezza di una famiglia che celebra insieme l’Eucaristia non è soltanto un andare insieme a messa e tenersi per mano, ma è la bellezza di una famiglia che celebra l’Eucaristia proprio dentro questa consapevolezza:  la famiglia riceve il pane spezzato, il Corpo di Cristo e poi spezza il proprio pane affinché, attraverso la vita stessa si possa veramente fare, un fare che parte dall’Eucaristia ed è un fare eucaristico.>>

RISULTATO FINALE

 

L’anno è stato chiuso con una “Revisione di vita” che ha preso in considerazione il lavoro svolto per ricavarne il “frutto”.

È stato tenuto  conto quanto ha espresso il Vescovo di Novara, Renato Corti a proposito (da “Insegnaci, Signore, i tuoi pensieri”):

 

«…il frutto della revisione di vita, non va identificato troppo facilmente o immediatamente con delle scelte operative, che pure andranno fatte…

La revisione di vita è uno strumento educativo, prima che operativo, ed è destinato a toccare e trasformare gli stati profondi del nostro essere, della nostra mentalità e dei nostri comportamenti. Perciò il frutto non potrà essere troppo immediato o facilmente qualificabile.  Si connette infatti  sempre con qualcosa che dobbiamo chiamare  conversione e che è ben presente nel termine  re-visione.

Detto questo rimane giusto e raccomandabile favorire la maturazione di qualche scelta concreta e com’unitariamente condivisa, quasi segno simbolico di un orientamento che si sta coltivando seriamente e di una  direzione nella quale ci si vuole muovere con una decisione».