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Itinerario di impostazione 2006-2007

ITINERARIO DI IMPOSTAZIONE sul tracciato della D.S.C.     2006-2007

 

 “Scala di Giacobbe” Castelletto di  Cuggiono   MI

 

Il  lavoro è stato così impostato::

 

*          Precisazione delle finalità del  PROGETTO CARITATIVO

*          ORGANIZZAZIONE  dei soggetti operanti

*          Modalità di GESTIONE

*          Costituzione dei  GRUPPI DI LAVORO 

Precisare le finalità del Progetto caritativo è stato il primo lavoro degli anni successivi

Carità!  Di che genere?

Per prima cosa ha avuto grande importanza conoscere bene la strada da percorrere, i mezzi da usare, gli ostacoli da superare, il senso da dare e fin dove era possibile  arrivare; il tutto sempre alla luce della Parola di Dio, della Dottrina sociale della Chiesa e dei Santi operatori.

ECONOMIA  E  CASSA COMUNE

La Carità, vista dal lato attivo,  comprende  una  “ECONOMIA”, ed una “CASSA COMUNE”, (come era stato definito il Corso propedeutico 2005 – 2006).

È stato necessario, però, formare un quadro mentale, sociale, etico e spirituale di questi due termini.

 

Il risultato condiviso, dopo intenso lavoro, è stato in sintesi questo:

 

    ECONOMIA  vuol dire, in primo luogo, “buona amministrazione della casa”, perché il suo scopo deve essere quello di “portare a star bene”, è un utilizzare con buon senso e responsabilità ciò di cui si dispone e andare a cercare, sempre con buon senso e responsabilità, ciò di cui si ha bisogno.

ECONOMIA viene definita: “impiego razionale e misurato dei beni e dei mezzi che si hanno a disposizione in modo da soddisfare i vari bisogni, evitando scompensi e sprechi”.

Quali vissuti storici e personali ci sono attorno a questo termine?

 

L’orientamento poi è stato verso una  ECONOMIA  ETICA.

La necessità di parlare di una Economia “Etica” è nata dal fatto che a un certo punto è successo qualcosa all’”Economia”, ha perso tanti  suoi  “valori”.

Quindi  l’”Economia  Etica” riporta a un preciso sistema di valori e di gerarchie, inclusi  nei suoi termini, come “risorse”, “beni”, “mezzi”, “costi”, “bisogni”.

 

Attraverso  esperienze e percorsi già fatti da  altri (persone, gruppi, comunità) si è potuto arrivare ad un concetto  comune sull’Economia Etica, corrispondente da quanto emerge dalla Dottrina Sociale della Chiesa.

 

    La  CASSA COMUNE  diventa il risultato di un impegno concreto comunitario.

Essa non è un “fine”, ma diventa un “mezzo” per partecipare  alla costruzione di una economia etica.

Quali  “bisogni”  affrontare?

Questa “CASSA” non deve essere solo un “contenitore” di carattere economico-monetario, ma soprattutto di valori umani, personali, familiari, sociali, uniti a quelli etici ed evangelici.

Per togliere ogni equivoco ci è sembrato necessario cambiare definizione, da “Cassa  comune” a  “POZZO DI ACQUA  VIVA”:

Preparare il “Pozzo” dal quale poi  si possa  attingere, come nel brano della Samaritana nel Vangelo di Giovanni,  “Acqua Viva”, che scaturisce dal Cristo stesso che disseta i fratelli bisognosi.

 

 

 

FINALITÀ  DEL PROGETTO:  LA  FAMIGLIA

    Verso quale  “FINALITÀ”  indirizzarci?

Basta guardarci in giro, di bisogni ce ne sono tanti nel contesto sociale. Possiamo definirli: bisogni personali, familiari, comunitari, o di categoria quali i poveri, i tossicodipendenti, gli immigrati.

L’attenzione si è rivolta quasi subito verso la  FAMIGLIA.   Progetto: La Famiglia

La Famiglia ha sempre avuto una parte importante, se non essenziale nella società: più le famiglie crescono sane più la società è sana.

E ciò che fa crescere la Famiglia sana, sono tanti risvolti, quali il lavoro, la casa, la serenità e un giusto rapporto con le istituzioni.

Il tema “Famiglia” si è inserito spesso  nel Corso Base dei 5 anni sul Pensiero sociale della Chiesa, così pure  nel Corso Mirato; quindi è una tematica già ampiamente conosciuta e sviluppata.

Ci sono famiglie che vivono nel bisogno se non nella povertà e nell’indigenza, per svariati motivi; e sappiamo, oggi soprattutto, quale fragile nucleo umano sia diventata la famiglia, denso di contraddizioni: piena di conflitti, di tensioni, di delusioni, di debolezza.  Si sfascia per poco e in poco tempo, e drasticamente sta diminuendo la Famiglia-sacramento, ma anche la Famiglia civile.

La   FINALITÀ  individuata, quindi, viene così definita: 

ATTIVARE PROGETTI DI ECONOMIA ETICA PER SOSTENERE  LA FAMIGLIA.

    Importante è stato definire in concreto l’organizzazione da dare per poter intraprendere  l’attivazione di questo progetto.

La prima parte essenziale è stata la definizione  di  5  categorie di valori essenziali, già delineati nel corso propedeutico del primo anno:

 

  1. STILE DI VITA – che deve essere frutto di una conversione personale continua, che mi  deve portare a possedere i veri valori della vita sulla base evangelica, per poi offrirgli agli altri.
  2. BILANCIO DI GIUSTIZIA – che mi deve coinvolgere personalmente e familiarmente  nel mio modo di “essere” per orientarlo verso una vera solidarietà e condivisione con gli altri.
  3. ASCOLTO E ACCOGLIENZA – che mi interroga fortemente su come ascolto me stesso e gli altri. L’accoglienza non è fine a se stessa e quando mi metto in relazione (me stesso e gli altri) non c’è solo “chi ha bisogno”, ma anche e soprattutto il “trascendente”, che è la sola cosa di cui ho bisogno per poter veramente “accogliere”.
  4. ACCOMPAGNAMENTO E RISPOSTA – che mi pone in primo luogo la domanda “come e quanto” nel mio cammino sono stato accompagnato dalla Parola, dalla Chiesa, dai fratelli, per poter poi accompagnare con la risposta adatta gli  altri
  5. MODALITÀ DI GESTIONE:  POZZO D’ACQUA VIVA-  che deve portarmi al servizio completo di tutto e di tutti, cioè alla testimonianza  della carità attraverso strade e mezzi più favorevoli e mirati.