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Ricorrenze particolari

 

 

QUARESIMA  2012

 

Ogni anno il Signore ci dona la “Quaresima”

 

La QUARESIMA  è un dono  perché è il richiamo alla “conversione”

La “Conversione”, per noi, forse, è una parola verso la quale la nostra mente moderna e distratta, è poco disposta e facilmente la sorvoliamo e la dimentichiamo.

“Convertirci” è un rivolgerci a Dio con sincerità,  metterci in ascolto e guardare se il nostro CUORE  può amare, può amare di più, può amare meglio.

  

 

“Convertirsi”  è acquisire una nozione chiara di quel che SIAMO, VOGLIAMO e FACCIAMO.

In questo contesto  Quaresimale  la Fraternità si raccoglie, a sera, in preghiera comunitaria il 2° e il 4° Venerdì.

Ogni anno viene scelto un “tema” di riflessione e preghiera che possa portarci ad entrare sempre più in profondità ed agevolare lo spirito di “conversione”.

L’anno scorso 2011, per esempio, questi due incontri quaresimali sono stati tenuti alla luce di San Carlo, il cui esempio ci è stato di sprone a migliorare il nostro cammino spirituale.

 

Quest’anno le serate del 2° e 4° Venerdì di Quaresima sono state tenute alla luce della Santa Famiglia di Nazaret, tenendo presente l’anno della Famiglia per il 7° incontro mondiale a Milano dal 30 maggio al 3 giugno.

 

Il 1°  incontro si è tenuto a Novara nella  Sede della Parrocchia di san Rocco.

La  Liturgia è stata quella dei Vespri, nella quale è stato inserito il brano evangelico di Matteo, cap. 2, versetti 13-15  e  19-23 che raccontano la fuga in Egitto di Maria e Giuseppe col Bambino, e il rientro in terra d’Israele e poi in Galilea a Nazaret.

 

La Santa Famiglia è un modello di vita familiare : Nazaret ci ricorda cos’è la famiglia, cos’è la comunione di amore, la sua bellezza austera e semplice, il suo carattere sacro ed inviolabile; ci fa vedere com’è dolce ed insostituibile l’educazione in famiglia; ci insegna la sua funzione naturale nell’ordine sociale.

(nota 461 del compendio della dottrina sociale della chiesa) .

“La Famiglia nella prova”:

Come ha reagito questa  Santa Famiglia nella grande prova di tribolazione?

 

Commento

 

Gesù ha voluto appartenere ad una famiglia e ha voluto realizzare la sua umanità entro rapporti familiari; è stato una persona inserita nelle situazioni della propria famiglia e del suo tempo, è nella famiglia che Gesù cresce nella sapienza, nella grazia e nell'amore.

Fa davvero impressione come subito la Sacra Famiglia abbia conosciuto la cattiveria umana - generata dal timore che il “bambino” potesse togliere il “potere”(!) - e sia stata costretta ad una fuga durissima, dalla Giudea verso l'Egitto.

Dio guida Giuseppe nella fuga verso l’Egitto, e aiuta Giuseppe a proteggere la vita di Gesù e di Maria, ha obbedito a quello che gli ha detto l'angelo, Giuseppe in Egitto si è dedicato alla difesa della Famiglia.

Immaginiamo tutto quello che richiede una fuga del genere. I disagi del viaggio, la fatica, l’incomprensione. Giuseppe si è dedicato alla protezione di Gesù. E' stato colui che ha nutrito la Famiglia. Quindi Giuseppe è un esempio di responsabilità.

 

Guardando alla famiglia di Nazaret diamo sempre tutto per scontato, perché Gesù è Figlio di Dio, Maria è la Madre di Gesù. Se  guardiamo invece questa famiglia da vicino, ci rendiamo conto che non era poi così agevolata. Fin dall’inizio Maria ha dovuto superare l’annuncio dell’angelo quando gli ha detto sì!.         E cosa avrebbe pensato Giuseppe?

E Giuseppe quando ha saputo che Maria era incinta, anche lui ha dovuto superare questa prova. Ma vediamo anche che Dio è sempre là a soccorrerli, ha avvisato Giuseppe nel sonno per far sì che Erode non uccidesse Gesù.

L’amore tra l’uomo e la donna è una sorgente di acqua zampillante che nutre e disseta se affonda le sue radici in Dio. Giuseppe e Maria ricevono da Dio, quell’amore che quotidianamente si scambiano. Con la forza di quest’amore divino, affrontano il futuro camminando insieme sulle vie che la provvidenza indica giorno dopo giorno. Quest’amore li sostiene nel momento della prova dalle giornate trascorse nel nascondimento e nella fatica.

 

Nonostante queste avversità la Sacra Famiglia ha cercato nella sua unità e nella preghiera all’Altissimo di superare queste prove difficili che  scoraggerebbero chiunque, ma non chi si affida nell’amore per Dio perché Egli è amorevole e ha l’orecchio teso a chi invoca il suo aiuto.

Quel Bambino non era venuto per un confronto con il potere umano, che scatena guerre, provoca stragi e carneficine, o con altri idoli del mondo, è venuto nella povertà ed insicurezza, che è di tanti oggi, assumendo la natura umana e conoscendo il nostro patire.

 

Risonanza

 

Colossesi 3,13-15

12Scelti da Dio, santi e amati, rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità, 13sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri, se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi di un altro. Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi. 14Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. 15E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!

 

Attualizzazione

 

A

nche oggi le famiglie sono sempre messe alla prova in situazioni di disordine: come la crisi economica, la mancanza di lavoro,  la ribellione dei figli.

Dato che l’amore umano, quando è senza Dio, è come un’acqua che non disseta mai, così l’uomo e la donna lasciati a se stessi non possono dissetarsi a vicenda perché il  cuore è perennemente insidiato dall’egoismo e dalla seduzione di ciò che li circonda.

Allora come affrontare tutto questo?

La risposta è  che non dobbiamo mai perdere di vista Dio che, se vogliamo, può essere inserito sempre nella nostra vita, come lo è stato nella famiglia di Giuseppe e Maria; è Lui che ci solleva e ci rialza dalle nostre cadute quando tutto ci sembra ormai perso. Se crediamo in Lui e impariamo ad amarlo, sentiremo proprio che ci dice “Alzati non temere”.

Gesù è il vero tesoro della famiglia di Nazaret è la ragione della vita di Maria e Giuseppe; e così se prendiamo Gesù con noi e sapremo guardare a quel bambino debole e fragile, impareremo a vivere insieme in famiglia e con gli altri.

Oggi ci sono tante persone giovani e adulti, che non vogliono confrontarsi con gli altri con cui condividere le esperienze, i buoni consigli, ma agiscono da soli e di testa propria. 

La Famiglia di Gesù ci dà il grande esempio:come accettare ogni situazione “obbedendo” alla volontà del Signore e ai suoi comandamenti e a rispettare ogni autorità legittima sia familiare, sia sociale, sia religiosa,  affinché possa diffondersi il bene comune con tutti i suoi valori umani e spirituali.

Nella vita di tante famiglie il problema cruciale è proprio questo: molti giovani oggi, non vogliono intraprendere il cammino del matrimonio perché hanno paura di assumersi delle responsabilità; paura di impegnarsi per l'avvenire; paura di prendere una decisione che duri per sempre, per tutta la vita.

La Famiglia di Gesù ce ne dà l'esempio nel suo "si" a Dio.

Gesù Maria e Giuseppe dicono alle famiglie,che nessuna avversità deve scoraggiare i credenti, la cui fede è fortezza. La vita di una famiglia, specialmente oggi, è irta di difficoltà di ogni genere e spesso tali da togliere il coraggio; ma il segreto della riuscita sta nel non arrendersi mai; perché l’amore è più forte di tutto, la fede “vince il mondo” (1 Gv 5,4), e l’umiltà, con la fortezza e perseveranza, rende una famiglia unita e salda.

“La famiglia cristiana è una comunione di persone, segno e immagine della comunione del Padre e del Figlio nello Spirito Santo. La sua attività procreatrice ed educativa è il riflesso dell’opera creatrice del Padre. La famiglia è chiamata a condividere la preghiera e il sacrificio di Cristo. La preghiera quotidiana e la lettura della Parola di Dio corroborano in essa la carità. La famiglia cristiana è evangelizzatrice e missionaria”.       (nota 2205 del comp. della dott. soc. della chiesa).

 

 

Lampada per i miei passi e la tua parola,

luce sul mio cammino.

      

 

Preghiera per la famiglia!

Dio, dal quale proviene ogni paternità in cielo e in terra, Padre, che sei Amore e Vita, fa che ogni famiglia umana sulla terra diventi, mediante il tuo Figlio, Gesù Cristo, "nato da Donna", e mediante lo Spirito Santo, sorgente di divina carità, un vero santuario della vita e dell'amore per le generazioni che sempre si rinnovano.

 Fa' che la tua grazia guidi i pensieri e le pene dei coniugi verso il bene delle loro famiglie e di tutte le famiglie del mondo. 

Fa' che le giovani generazioni trovino nella famiglia un forte sostegno per la loro umanità e la loro crescita nella verità e nell'amore. 

Fa' che l'amore, rafforzato dalla grazia del sacramento del matrimonio, si dimostri più forte di ogni debolezza e di ogni crisi, attraverso le quali, a volte, passano le nostre famiglie. 

Fa' infine, te lo chiediamo per intercessione della Sacra Famiglia di Nazareth, che la Chiesa in mezzo a tutte le nazioni della terra possa compiere fruttuosamente la sua missione nella famiglia e mediante la famiglia. 

Tu che sei la Vita, la Verità e l'Amore, nell'unità del Figlio e dello Spisito Santo. Amen

Joannes Paulus PPII

 

 

(questa prima serata liturgica quaresimale, è stata preparata e diretta dal Gruppo Fraternità di Novara)

 

 

Il 2°  incontro si è tenuto a Rho nella  Casa di accoglienza Magnaghi.

La  Liturgia è stata sempre quella dei Vespri, nella quale è stato inserito il brano dalla Lettera di san Paolo agli Efesini, cap. 2, versetti 11-22

 

11Perciò ricordatevi che un tempo voi, pagani nella carne, chiamati non circoncisi da quelli che si dicono circoncisi perché resi tali nella carne per mano d'uomo, 12ricordatevi che in quel tempo eravate senza Cristo, esclusi dalla cittadinanza d'Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio nel mondo. 13Ora invece, in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo.

14Egli infatti è la nostra pace,

colui che di due ha fatto una cosa sola,

abbattendo il muro di separazione che li divideva,

cioè l'inimicizia, per mezzo della sua carne.

15Così egli ha abolito la Legge, fatta di prescrizioni e di decreti,

per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo,

facendo la pace,

 

16e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo,

per mezzo della croce,

eliminando in se stesso l'inimicizia.

17Egli è venuto ad annunciare pace a voi che eravate lontani,

e pace a coloro che erano vicini.

18Per mezzo di lui infatti possiamo presentarci, gli uni e gli altri,

al Padre in un solo Spirito.

19Così dunque voi non siete più stranieri né ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio, 20edificati sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti, avendo come pietra d'angolo lo stesso Cristo Gesù. 21In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; 22in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio per mezzo dello Spirito.

 

 

Commento

 

FAMIGLIA   e  CONVERSIONE

In questa parte della lettera agli Efesini Paolo parla dei Gentili, un tempo esclusi dalla cittadinanza di Israele, estranei ai patti della promessa, senza speranza e senza Dio in questo mondo.

Ora invece in Cristo Gesù, voi che un tempo eravate i lontani siete diventati i vicini grazie al  sangue di Cristo “.

 

I Gentili devono riconoscere di essere stati salvati non per le loro opere ma in virtù della grazia e della misericordia di Dio, attraverso il sacrificio di Gesù .

Per mezzo del suo sangue, infatti,  Gesù, ha reso possibile la riconciliazione tra pagani e giudei. Cristo abolisce quella legislazione giudaica, fatta di prescrizioni e decreti( v.15); accogliendo nella sua persona le istanze dei due popoli, realizza l’unità dando vita ad una nuova realtà.

La fonte da dove scaturisce la riconciliazione è  la croce, Gesù crocifisso è il punto di incontro dei due gruppi.

Questo fatto mette tutti in una nuova condizione, fa diventare di due popoli una cosa sola. Con il suo offrirsi sulla croce, riconcilia tutti in Dio, realizza l’unità e dona la pace vera.

 

 

Cristo è la pace, la pace tra i Gentili e i Giudei, colui che realizza l’unità, un unico popolo.

Questo è possibile grazie ad un cammino di conversione che viene proposto nei capitoli successivi e che consiste nel:

 

-          comportarsi in maniera degna della vocazione ricevuta,  (cap. 4, v. 1)

-          dare ascolto alla verità che è in Gesù per rivestirsi dell’uomo nuovo, (cap. 4, v. 23-24)

-          farsi imitatori di Dio e camminare nella carità come ha fatto Gesù, (cap. 4, v. 1)

-          essere sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo, (cap. 5, v. 21)

-          attingere forza e vigore nel Signore. (cap. 6, v. 10)

 

 

Questo brano, che ci parla del dualismo tra due popoli che vengono riconciliati da Cristo ci sembra possa essere adatto anche a due persone che vengono unite nel sacramento del matrimonio.

Questo vincolo coniugale scaturisce dalla croce di Cristo, da cui deriva anche la forza che elimina ogni divisione e lontananza, fa rifiorire l’amicizia, la fraternità e la pace.

Per realizzare tutto questo è però necessario un cammino di conversione all’interno della famiglia.

La conversione non è un evento avvenuto una volta per tutte, ma è un dinamismo che deve essere rinnovato nei diversi momenti dell’esistenza, nelle diverse età.

La conversione è una rivoluzione spirituale, un orientamento nuovo e radicale della vita mediante il quale avviene un cambiamento di signoria: dalla signoria di satana si passa alla signoria di Cristo.

Convertirsi significa affidare il proprio spirito umano allo Spirito di Dio “ Padre nelle tue mani affido il mio spirito” così Cristo ha consegnato la sua umanità al Padre perché potesse realizzare “la sua volontà”.

 

La conversione all’interno della famiglia implica:

 

+   un cammino di fedeltà alla chiamata dello Spirito: bisogna essere fedeli alle scelte operate;

+   una nuova capacità di amare che si apre alla solidarietà, alla corresponsabilità e al servizio;

+   un amore liberato dall’egoismo personale e di coppia; vivere la conversione in famiglia significa essere capaci di amare anche quando emergono l’incomprensione, la sofferenza, l’aridità;

+   un amore che continuamente attinge da Dio le caratteristiche di forza e tenerezza;

+   un amore ricco di misericordia e di perdono che consente anche di passare attraverso la croce.

 

Si chiede dunque alla famiglia di mettersi in stato permanente di conversione perché questo diventi stile di vita, disponibilità a mettersi in discussione, a rompere il circolo delle rivendicazioni personali, a riconoscere i propri limiti ed errori.

Questo porta a vivere l’amore coniugale come dono e perdono, imparando ad abbattere i muri di separazione, l’inimicizia,  il  dimenticarsi di Dio che è la sorgente e la forza della nostra pace, e se la pace ci trasforma in uomini nuovi, la riconciliazione ci consente di presentarci gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito.

 

La famiglia che vive questa  vocazione, in virtù dell’unità espressa dai coniugi, viene edificata, sopra il fondamento degli apostoli e dei profeti,  avendo come pietra angolare Cristo Gesù.

“In lui tutta la costruzione cresce ben ordinata per essere tempio santo nel Signore; in lui anche voi venite edificati insieme per diventare abitazione di Dio  per mezzo dello Spirito.”

 

Esortazione

 

Concludiamo ora con l’esortazione di Colossesi  (cap. 3, v. 12-17)

 

Scelti da Dio, santi e amati,

rivestitevi dunque di sentimenti di tenerezza, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di magnanimità,

sopportandovi a vicenda e perdonandovi gli uni gli altri,

se qualcuno avesse di che lamentarsi nei riguardi dell’altro.

Come il Signore vi ha perdonato, così fate anche voi.

Ma sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto.

E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché ad essa siete stati chiamati in un solo corpo.

E rendete grazie! La parola di Cristo abiti tra voi nella sua ricchezza.

Con ogni sapienza istruitevi e ammonitevi a vicenda

con salmi, inni e canti ispirati, con gratitudine, cantando a Dio nei vostri cuori.

E qualunque cosa facciate, in parole e in opere,

tutto avvenga nel nome del Signore Gesù,

rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.”

(questa seconda serata liturgica quaresimale, è stata preparata e diretta dal Gruppo Amico di Paderno)

 

 

Sacra Famiglia in olivo.
E' una gradevole raffigurazione della Sacra Famiglia in Egitto,

gli anni misteriosi dell'infanzia di Gesù, quando era custodito ed educato nell'amore.

L'opera è una refigurazione della nuova umanità e dello stile di vita dei cristiani di ogni tempo.